<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5220004910397382262</id><updated>2009-03-25T02:17:14.417-07:00</updated><title type='text'>MY AMERICAN DREAM</title><subtitle type='html'>Quite ordinary everyday stories from Seattle, the place I call home.</subtitle><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/posts/default'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.travellersonline.net/blog/'/><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://www.travellersonline.net/blog/atom.xml'/><author><name>Giulio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04247676719796933139</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>11</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5220004910397382262.post-7427862660775110307</id><published>2009-03-15T16:48:00.000-07:00</published><updated>2009-03-15T16:49:07.642-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='usanze'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Come gli Americani immaginano l'Italia</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Sunto di pensieri sconnessi, luoghi comuni e percezioni del tutto soggettive a scopo semi-provocatorio&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Un aspetto curioso di vivere in USA e' di vedere come gli Italiani sono percepiti (o immaginati) dagli Americani.&lt;br /&gt;Gli Americani non hanno la fortuna di potersi godere Maria de Filippi, Costanzo, Pippo Baudo, Fiorello,! in tv, quindi tutto cio' che pensano degli Italiani e' frutto di un misto di "immaginario collettivo" e di quel poco che arriva oltre oceano tramite giornali, news e quei pochissifi film made in Italy che riescono a sfondare anche qui.&lt;br /&gt;Comincio col dire che gli Americani adorano gli Italiani. Gongolano quando sentono parlare di Italia, adorano il nostro stile di vita "take it easy" e quasi piangono di gioia quando il discorso finisce su argomenti culinari.&lt;br /&gt;Vedendoli cosi' felici non me la sento proprio di parlargli della vera Italia. Sarebbe come dire ad un bambino che Babbo Natale e' in realta' un barbone ubriaco che ruba alle vecchiette tra una pausa caffe' e l'altra (o magari un tifoso della nazionale di calcio che deturpa monumenti storici per celebrare la vittoria nella Coppa de Mondo).&lt;br /&gt;Gli Americani adorano l'Italia cosi' tanto che hanno una preoccupante tendenza a ignorare tutto cio' che di negativo si sente o legge. Per loro l'Italia sara' per sempre una (pen)isola felice e gli Italiani IL popolo blessed by God.&lt;br /&gt;Una cosa che riscontro spessissimo e' che gli Americani basano la loro percezione dell'Italia sul passato del nostro paese. E quando parlo di passato, parlo di passato remoto.&lt;br /&gt;Se provi a spiegargli che l'impiegato medio non fa una mazza dalla mattina alla sera o che I politici sono corrotti o che il sistema sanitario fa ridere, loro ti rispondono sempre la stessa cosa: "Ma l'Italia ha una storia unica!, I Romani, Colombo, Leonardo...". Che poi avere una storia unica non significa necessariamente avere un gran presente, non c'e' verso di farglielo capire.&lt;br /&gt;La fortuna dell'Italia e' che pochi Americani approfondiscono veramente l'Italia. Un po' come per noi "conoscere gli uomini e donne americane" significa conoscere cio' che abbiamo visto in un Danny's o McDonalds, cosi' per gli Americani l'Italia e' cio' che vedono durante il loro "Sulla Strada" che in una settimana (gli Americani hanno poche ferie) li porta da Venezia a Napoli passando per un agriturismo in Toscana, Firenze e Roma. In una settimana da turista ti godi l'Italia al suo meglio e non hai abbastanza tempo per capire tutto cio' che non funziona. Poi gli Americani tornano a casa e l'Italia rimane sempre il piu' bel posto del mondo.&lt;br /&gt;In fondo da turista che te ne frega se I servizi pubblici fanno pena? O se per pagare una bolletta ti devi fare 4 ore di fila in 20 sportelli diversi? O se tutto funziona a raccomandazioni?&lt;br /&gt;Ormai mi sono arreso. Gli americani lavorano duro dalla mattina alla sera, si indebitano per mandare I propri ragazzi all'universita', e raramente possono stare a casa di Mamma e Papa' fino a 40 anni. Ho deciso che in fondo hanno il diritto di immaginare l'Italia come vogliono. Tanto la verita' non la scopriranno mai. E chi sono io per disilluderli? Anche voi, per cortesia, quando viaggiate negli States, e un americano vi chiede se e' vero che in Italia tutto e' perfetto, rispondete di si'. Lui sara' contento e noi ci evitiamo l'imbarazzo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='http://res1.blogblog.com/tracker/5220004910397382262-7427862660775110307?l=www.travellersonline.net%2Fblog'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/7427862660775110307/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.travellersonline.net/blog/2009/03/come-gli-americani-immaginano-litalia.html#comment-form' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/posts/default/7427862660775110307'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/posts/default/7427862660775110307'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.travellersonline.net/blog/2009/03/come-gli-americani-immaginano-litalia.html' title='Come gli Americani immaginano l&apos;Italia'/><author><name>Giulio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04247676719796933139</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5220004910397382262.post-7204917892529183337</id><published>2009-03-03T18:57:00.000-08:00</published><updated>2009-03-03T18:58:25.319-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='immigrazione'/><title type='text'>3/3/2004 - Emigration Day</title><content type='html'>Nella settimana in cui ho festeggiato il mio compleanno, l’anniversario piu’ importante e’ stato invece un altro.&lt;br /&gt;Il 3 Marzo 2004, ho lasciato l’Italia e sono emigrato negli States. Senza alcun dubbio, quello e’ stato uno dei giorni piu’ importanti della mia vita ed ha segnato l’inzio di un’avventura e la realizzazione di un sogno. A quel tempo avevo alcuni dubbi, del resto stavo per lasciarmi alle spalle 28 anni di storia, famiglia, amici, abitudini,…&lt;br /&gt;Oggi sono davvero orgoglioso di quella scelta, decisamente contro corrente rispetto al vecchio adagio italiano “chi lascia la strada vecchia per quella nuova, sa quello che lascia ma non sa quello che trova”, ma, in fondo, io non mi sono mai sentito un italiano “classico” :-)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='http://res1.blogblog.com/tracker/5220004910397382262-7204917892529183337?l=www.travellersonline.net%2Fblog'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/7204917892529183337/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.travellersonline.net/blog/2009/03/332004-emigration-day.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/posts/default/7204917892529183337'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/posts/default/7204917892529183337'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.travellersonline.net/blog/2009/03/332004-emigration-day.html' title='3/3/2004 - Emigration Day'/><author><name>Giulio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04247676719796933139</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5220004910397382262.post-4518227640038566417</id><published>2009-02-20T20:25:00.000-08:00</published><updated>2009-02-20T20:30:30.200-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='usanze'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='wrestling'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sport'/><title type='text'>WWE, sport entertainment &amp; cultural experience</title><content type='html'>Domenica scorsa ho trascorso un interessante pomeriggio alla Key Arena, dove la WWE prensentava uno dei suoi vari eventi Pay-Per-View. Per chi non sapesse di cosa sto parlando, WWE sta’ per World Wrestling Entertainment ed e’ null’altro che la vecchia WWF (World Wrestling Federation) di Hulk Hogan ed Ultimate Warrior. Se tutto cio’ ancora non vi sembra familiare, riassumo il concetto di wrestling come segue, utilizzando la definizione di Wikipedia: &lt;em&gt;Professional wrestling, or pro wrestling, is a non-competitive professional sport, where matches are prearranged by the promotion's booking staff, and is also considered an athletic performing art, containing strong elements of catch wrestling, mock combat and theatre.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In altre parole, i lottatori se ne danno di santa ragione, ma tutto e’ “finto”. Nonostante tutto, e’ davvero divertente e spettacolare.&lt;br /&gt;Tornando a Domenica, la WWE era a Seattle per No Way Out, uno dei vari pay-per-view. Da ragazzo, in Italia, ero un grande fan del wrestling e dopo essere emigrato negli States avevo ricominciato a seguirlo in tv. Il wrestling pero’ ha una tendenza a diventare noioso, almeno per me, del resto quanto a lungo e’ possibile guardare gente malmenarsi prima di annoiarsi? Nonostante tutto, non potevo perdere questa occasione di vedere questo spettacolo dal vivo.&lt;br /&gt;Non staro’ qui a raccontarvi i dettagli di chi ha vinto il titolo di World Heavyweight Champion, di chi ha sanguinato o di chi si e’ infortunato. Per me la cosa piu’ interessante e’ stato osservare i fans. E quando parlo di fans, parlo di veri fans. Questa e’ gente che se ne va in giro con la cintura di campione sulla spalla (come fanno i veri wrestlers), o che si dipinge la faccia come il wrestler preferito, o che conosce tutte le trame e sottotrame della WWE. E cosi’ ho visto nerds esagitati, al confronto dei quali i nerds dell’expocartoon sembrano persone normali. Ed ho visto ragazzine di 14 o 15 anni in lacrime all’entrata nel ring di John Cena o Jeff Hardy. Ed ho visto uomini di mezza eta’, con pochi capelli e molta pancia con la loro maglietta di Triple H (immaginate una maglietta indossata normalmente da un body builder come puo’ sembrare sul tizio di cui sopra). Ed ho visto bambini comprare un orsacchiotto con la faccia tipo Coccolino ed il resto del corpo muscoloso come quello di un wrestler vero. Ho anche visto quarantenni scipparsi i capelli quando Undertaker (il becchino) ha perso il titolo contro Triple H.&lt;br /&gt;Una delle domade che ricevo piu spesso tramite il mio sito e’ “dove posso trovare la Real America?”. A quella domanda e’ praticamente impossibile rispondere, perche’ la Real America e’ ovunque. La societa’ americana ha migliaia di sfaccettature, ed e’ solo una questione di capire quali di questi aspetti siete interessati ad approfondire. I fan del wrestling rappresentano una di queste sfaccettature. Sono, a loro modo, unici e dipingono una realta’ interessantissima della societa’ americana. Magari non saranno la Real America dell’immaginario collettivo italiano, ma sono certamente spettacolari, proprio come i campioni che adorano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='http://res1.blogblog.com/tracker/5220004910397382262-4518227640038566417?l=www.travellersonline.net%2Fblog'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/4518227640038566417/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.travellersonline.net/blog/2009/02/wwe-sport-entertainment-cultural.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/posts/default/4518227640038566417'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/posts/default/4518227640038566417'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.travellersonline.net/blog/2009/02/wwe-sport-entertainment-cultural.html' title='WWE, sport entertainment &amp; cultural experience'/><author><name>Giulio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04247676719796933139</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5220004910397382262.post-4844303436127230481</id><published>2009-02-13T14:38:00.000-08:00</published><updated>2009-02-16T13:44:03.866-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='usanze'/><title type='text'>Auguri, sconosciuto!</title><content type='html'>Mi stavo gia' apprestando a scrivere il post di questa settimana su come gli Americani vedano gli Italiani, quando mia moglie mi ha raccontato una di quelle storie che mi fanno riflettere su quanto il mio paese natio (l'Italia) e l'America siano diversi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comincio con un breve preambolo, per poi passare alla storia vera e propria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Biglietti d'auguri: in Italia i biglietti d'auguri sono una usanza piuttosto marginale. Si usano, ma con moderazione. Qui negli States ricevo e do una media di 4 o 5 biglietti d'auguri al mese. E, da immigrante, conosco relativamente poca gente con cui scambiare biglietti. Cio' nonostante questa usanza Americana e' praticamente impossibile da evitare. Qualsiasi sia l'occasione, sei quasi costretto a mandare un biglietto d'auguri. Non finisce qui. L'etichetta vuole che quando ricevi un biglietto d'auguri, rispondi con un altro biglietto. Gli Americani poi, si sa', sono gentili fino al limite piu' estremo. Quindi non di rado ricevi un biglietto per ringraziarti dei ringraziamenti che avevi mandato per il biglietto che avevi rivecuto... wow!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cio' detto, ecco la storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mia moglie prende ogni mattina un autobus per andare da dove viviamo, poco a nord di Seattle, a downtown. A differenza di cio' che succede in Italia, gli autobus americani funzionano e funzionano bene. E' quindi comunissimo che se porendi l'autobus sempre alla stessa ora, troverai sempre lo stesso conducente e la stessa genete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri un tizio sull'autobus tira fuori un biglietto d'auguri e comincia a raccogliere le firme di tutti i passeggeri. Mia moglie viene a scoprire che il conducente dell'autobus dovra' assentarsi per qualche tempo per una operazione e che il tizio sta raccogliendo firme per il biglietto di "auguri di pronto ricovero" per l'autista! In Italia di solito alla gente non gliene frega niente di nessuno, figuriamoci poi di un semi sconosciuto. Ai nostri autisti e' gia' tanto se non li guardiamo brutto per essere in ritardo di mezz'ora. Qui invece, non solo fai amicizia con il suddetto semi sconosciuto, ma ti preoccupi anche di fargli sapere che ci tieni alla sua salute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cio' detto, nonostante la storia sembri un po' surreale, e' il tipo di cosa che da' una interessante prospettiva su un aspetto degli americani. Anche in un'economia in cui ogni giorno potrebbe essere il tuo ultimo giorno a lavoro, in cui magari hai problemi a pagare le bollette,... e' quasi naurale continuare a fare "quella solita buona azione quotidiana" per cui gli americani sono famosi. A volte non li capisco a fondo, ma come non puoi fare a meno di adorare gli Amricani?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='http://res1.blogblog.com/tracker/5220004910397382262-4844303436127230481?l=www.travellersonline.net%2Fblog'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/4844303436127230481/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.travellersonline.net/blog/2009/02/auguri-sconosciuto.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/posts/default/4844303436127230481'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/posts/default/4844303436127230481'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.travellersonline.net/blog/2009/02/auguri-sconosciuto.html' title='Auguri, sconosciuto!'/><author><name>Giulio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04247676719796933139</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5220004910397382262.post-7448733304075117313</id><published>2009-02-06T19:05:00.001-08:00</published><updated>2009-02-07T10:26:17.424-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='alimentazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='salute'/><title type='text'>One bacon cheeseburger with large fries and a coke please</title><content type='html'>Una recente classifica dell'OCSE sull'obesita' pone gli Stati Uniti al primo posto, con circa 30% della sua popolazione considerata obesa. Tanto per dare un'idea del fenomeno, al secondo posto c'e' il Messico, a ben 6 punti percentuali in meno! L'Italia si attesta quasi in fondo alla classifica, al 26-esimo posto con solo l'8% di obesi.&lt;br /&gt;Cosa ci dice tutto questo? Che negli USA si mangia male! No, sbagliato. Quello che ci dice e' che gli Americani mangiano male.&lt;br /&gt;Ogni singola volta che degli amici visitano gli USA la lamentela numero uno e' che negli USA si mangia male. Mettiamo subito una cosa in chiaro: non trovare la pasta asciutta ad ogni angolo di strada, non significa necessariamente mangiar male. E, aggiungo, neanche avere McDonalds ad ogni angolo di strada significa necessariamente essere costretti a mangiare male.&lt;br /&gt;Certo, l'Americano medio ha una dieta che include una quantita' decisamente alta di quello che qui viene chiamato "junk food", cibo spazzatura. Perche'? Ci sono tanti motivi. E' difficile distinguere le cause dalle conseguenze ma una cosa che posso anticipare fin da ora e' che negli States manca una "cultura del buon mangiare". E quando parlo di "buon mangiare" non mi riferisco alla ricerca del piatto prelibato. Mi riferisco alla capacita' (o incapacita', nel caso degli americani) di distinguere tra una buona nutrizione e ed una nutrizione che, nel lungo periodo, porta all'obesita'. In realta' non penso che un italiano abbia una idea cosi' incredibilmente migliore di cosa sia salutare e cosa non lo sia. OK, sappiamo per certo che McDonalds e' cibo spazzatura. Ma davvero pensate che un italiano capisca meglio di un americano l'impatto di calorie, coloesterolo, grassi, proteine! nella dieta di tutti I giorni? Il vantaggio dell'Italia e' che la capacita' di mangiare bene (o semplicemente limitare cio' che non e' salutare) e' parte della nostra cultura, quasi parte del nostro DNA. Generazioni e generazioni di italiani hanno sviluppato un buon sistema di nutrizione, noi non facciamo altro che imparare, metabolizzare e continuare la tradizione. Diciamo che e' un talento naturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli americani invece non hanno questa passato di "buon mangiare" e le consequenze si vedono ad ogni angolo di strada. Ma nonostante tutte le ricerche scientifiche e la discussione su questo tema, perche' gli americani continuano a mangiare male ed ad ingrassare? Ed e' vero che negli USA il turista e' costretto a mangiar male?&lt;br /&gt;La risposta alla prima domanda ha molto a che vedere con quell'educazione alimentare di cui ho parlato. Secondo me, quello spiega il 70% del problema. L'altro fattore e' lo stile di vita degli americani. Gli americani pensano agli italiani come un popolo che sa godersi la vita e prendere tutto con calma ed ammirano questa capacita' proprio perche' qui e' qualcosa che raramente ci si puo' permettere. In un mondo in cui tutto e' accelerato gli americani si sono adattati modificando le proprie abitudini alimentari. Si mangia spessissimo in ristoranti. In Italia noi si usciva una o due volte a settimana per farsi una pizza. Negli States si mangia quasi un pasto al giorno fuori casa. E per fuori casa, intendo cibo cucinato da qualcun'altro, mensa, ristorante o fast food che sia. Questo significa che non solo non si ha controllo sugli ingredienti ma non si ha neanche controllo sulle porzioni. Questi sono due grossi problemi. Gli ingredienti, a lungo andare, fanno la differenza tra una panzetta e diventare obesi. Le porzioni aiutano non poco. In America tutto tende ad essere grande, porzioni incluse. Ed indovinate che fine fa una porzione che magari e' il 20% di piu' di quello di cui avete davvero bisogno? Esatto, finisce comunque nello stomaco. In fondo stiamo pagando, perche' non finire tutto? Insomma, il circolo vizioso si sta delineando: troppo poco tempo significa dover mangiare spesso fuori. Quando mangiate fuori non avete un vero controllo su cosa e quanto mangiate. In piu', se avete poco tempo, perche' stare in fila in un ristorante se potete pranzare in 20 minuti a McDonalds o Taco Bell? Questi posti non si chiamano fast food mica per nulla. E se il tempo e' poco, chi ve lo fa fare a cucinare una bella cena quando tornate a casa? Microwave e vai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La situazione e' veramente brutta. Non per tutti chiaramente, ma un motivo ci sara' se il 30% della popolazione e' obesa ed uno dei reality piu' seguiti si chiama "The Biggest Loser" (persone obese vengono rinchiuse in un ranch sotto la supervisione di allenatori ed ogni settimana chi ha perso meno peso e' a rischio di eliminazione, fino ad arrivare al vincitore, ovvero il Biggest Loser).&lt;br /&gt;Ma tutto questo significa davvero che in America il turista deve mangiare cosi' male? Secondo me, la risposta e' no. La lamentala che sento piu' spesso dai miei amici e' che non si trova pasta asciutta. Ok, SOLO in Italia puoi entrare in qualsiasi ristorante ed essere praticamente sicuro che sul menu ci sia almeno un piatto di pasta. La cosa che adoro dei ristoranti americani e' la varieta' di cucine etniche che si possono trovare praticamente ovunque. In Italia, o e' pizzeria/trattoria o e' cinese. Il resto e' una minoranza trascurabile. Negli States, complice il fatto che non esiste una vera cucina locale, la cucina etnica e' dominante. Per farvi un esempio, tra dove vivo ed il piu' vicino fast food devo prima passare di fronte a un ristorante indiano, un Pho, un ristorante messicano, due cinesi, una steakhouse ed un ristorante tailandese. Ora, e' mai possibile che in tutti questi posti si mangi male? Naturalmente no. Mangi male se vai al fast food e, da italiano, mangi male se vai ad un ristorante che si spaccia come "original Italian style" . Siamo seri, vi aspettate davvero che un ristorante italiano negli States abbia nulla a che vedere con un vero ristorante italiano? Del resto vi aspettereste che un ristorante vietnamita in Germania sia esattamente come un vero ristorante vietnamita in Vietnam? Insomma, se andate in un ristorante italiano neli Usa, ve la state cercando. Ora, questo e' il mio consiglio: negli States evitate I fast food o, se volete andarci, per cortesia non tornate in Italia dicendo che negli States c'e' solo junk food. Provate cucine etniche che non siano quella italiana. Se volete provare della cucina americana, allora scegliete un ristorante decente. Se siete in quel tipo di paesello vicino ad un parco nazionale in cui ci sono 3 ristoranti che servono solo hamburgers, beh, scegliete l'hamburger piu' succulento e ricordatevi che si vive una volta sola.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='http://res1.blogblog.com/tracker/5220004910397382262-7448733304075117313?l=www.travellersonline.net%2Fblog'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/7448733304075117313/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.travellersonline.net/blog/2009/02/one-bacon-cheeseburger-with-big-fries.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/posts/default/7448733304075117313'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/posts/default/7448733304075117313'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.travellersonline.net/blog/2009/02/one-bacon-cheeseburger-with-big-fries.html' title='One bacon cheeseburger with large fries and a coke please'/><author><name>Giulio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04247676719796933139</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5220004910397382262.post-5919685672227243079</id><published>2009-01-31T12:12:00.000-08:00</published><updated>2009-02-01T10:36:58.408-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='burocrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tasse'/><title type='text'>Tasse e voli - Update</title><content type='html'>Dopo aver mandato la copia fronte e retro (come esplicitamente richiesto da WizzAir) ricevo una email dal loro "Payments Department". Adesso mi dicono che vogliono una copia dei nostri passaporti. Vabbeh. Lo cosa delirante e' che mi consigliano, in futuro, di non mandare MAI una copia fronte e retro di una carta di credito via email... ma come? Prima mi dicono esplicitamente che la vogliono e poi, come se io fossi un cretino, mi danno il prezioso consiglio di evitare cotanta scelleratezza in futuro?&lt;br /&gt;Ma non finisce qui. A quella email rispondo che, nonostante tutto, avrei mandato i documenti, ma chiedo spiegazioni sul perche' li vogliano. Mi rispondono che vogliono verificare cosa stia accadendo perche' non capita quasi mai che, prestate attenzione!!!, un &lt;strong&gt;cittadino Rumeno&lt;/strong&gt; usi una &lt;strong&gt;carta di credito americana&lt;/strong&gt; per prenotare. Tanto per chiarire, i &lt;strong&gt;passegeri (noi) sono americani&lt;/strong&gt; e la &lt;strong&gt;carta di credito era italiana&lt;/strong&gt; (ma, a onor del vero, i miei vivono a Roma, che forse per la WizzAir e' lo stesso che essere Rumeno).&lt;br /&gt;Adesso sono in attesa di una conferma. Naturalmente e' troppo chiedere che la WizzAir lavori durante il weekend. Dovro' aspettare Lunedi'...&lt;br /&gt;Nel frattempo l'IRS ha confermato che le mie tasse sono state accettate e che i soldi che mi devono saranno depositati nel giro di max due settimane...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='http://res1.blogblog.com/tracker/5220004910397382262-5919685672227243079?l=www.travellersonline.net%2Fblog'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/5919685672227243079/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.travellersonline.net/blog/2009/01/tasse-e-voli-update.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/posts/default/5919685672227243079'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/posts/default/5919685672227243079'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.travellersonline.net/blog/2009/01/tasse-e-voli-update.html' title='Tasse e voli - Update'/><author><name>Giulio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04247676719796933139</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5220004910397382262.post-3914930923811271414</id><published>2009-01-29T18:24:00.000-08:00</published><updated>2009-01-29T19:07:07.128-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='burocrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tasse'/><title type='text'>Tasse e voli</title><content type='html'>Questa e’ stata una settimana che, pur nella sua banalita’, e’ un esempio egregio del perche’ io sia stato costretto a lasciare l’Italia, e di uno dei tanti motivi per cui adoro gli States.&lt;br /&gt;E’ tempo di tasse negli States, ed e’ anche tempo per Magda e me di comprare i biglietti per il viaggio che faremo in Europa a Maggio. Le due cose sembrano totalmente non correlate, ed infatti lo sono. Ma il destino ha voluto che capitassero nella stessa settimana, esaltando una delle differenze colossali tra States ed Europa.&lt;br /&gt;Cominciamo dalle tasse americane. Io non ma dovuto preparare le tasse in Italia, qualcun’altro in famiglia ne era responsabile. Cio’ che ricordo pero’ erano valanghe di documenti, istruzioni che solo un genio poteva interpretare e, in generale, le imprecazioni associate a qualcosa incredibilmente complicato e pieno di cavilli. Non avendo esperienza a riguardo, il primo anno negli States, arrivato il tempo delle tasse, ero molto agitato. Salvo poi scoprire che anche un uomo delle caverne non avrebbe avuto alcuna difficolta’ con il famoso 1040. Ormai negli States e’ diffusissimo l’e-filing. In pratica vai online, compili un documento da 1 o 2 pagine (la versione da due pagine e’ quella per I casi piu’ complicati!!!), premi un bottone e nel giro di 24 ore ti arriva una email dall’IRS che ti comunica se hanno accettato la documentazione. Se l’IRS ti deve dei soldi da li’ a 2 o 3 settimane segue un credito depositato direttamente sul tuo conto in banca. Se invece tu devi dei soldi, se vuoi, questi verrano direttamente prelevati dalla tua banca. Quest’anno mi ci sono voluti 30 minuti, inclusa la registrazione sul sito dell’IRS per completare le mie tasse. Questo e’ uno dei numerosi esempi di come le cose funzionano in America. Semplici, linari, efficienti, no problem!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parliamo ora del viaggio in Europa. Un paio di settimane fa avevamo comprato un volo da Seattle a Roma e da Varsavia a Seattle tramite Expedia. Tutto liscio. Dovevamo pero’ ancora comprare un volo interno da Roma a Varsavia. Dopo aver passato diverse ore cercando di capire come funziona con I bagagli, decidiamo che WizzAir e’ l’opzione migliore. Al momento della prenotazione, una dopo l’altra ciascuna delle mie carte di credito viene rifiutata, senza alcuna spiegazione. Immagino che il tutto sia dovuto al fatto che WizzAir non sia preparata ad accettare una carta di credito americana. Vabbeh. Chiedo quindi ai miei genitori di pagare con la loro carta di credito. Questa volta la prenotazione viene accettata. Alle 4 della mattina del giorno successivo ci arriva una chiamata dalla Polonia dalla WizzAir. Il messaggio che lasciano e’ che vogliono una fotocopia fronte e retro della carta di credito entro le 18 del giorno successivo o saranno costretti a cancellare la prenotazione. A questo punto chiedo ai miei genitori di contattare il numero italiano di WizzAir. Risponde un operatore che parla a stento la lingua, che azzarda ipotesi di vario genere non avendo la piu’ pallida idea di cosa sia realmente accadendo (a lui risulta che la nostra prenotazione e’ andata a buon fine). L’ipotesi piu’ credibile e’ che alle volte vogliono fare degli ulteriori controlli “per il bene di tutti I passegeri”. Alla fine mi e’ toccato mandare la fotocopia della carta di credito via email, in cui ho dovuto espressamente chiedere di aggiornarmi appena possibile. Sono ancora in attesa.&lt;br /&gt;Ora, la WizzAir non sara’ italiana, ma lo stile e’ esattamente identico. Tutto e’ tremendamente complicato, tutto e’ cosi’ burocraticamente contorto, tu sei sempre dalla parte del torto, loro hanno sempre il coltello dalla parte del manico, loro ti stanno sempre facendo un piacere (anche quando hai pagato in anticipo…). Questa era in assoluto una delle cose che proprio non riuscivo a tollerare della vita in Italia e uno dei motivi principali per cui non tornero’ mai. Onestamente, se l’Italia (ma il discorso vale per tanti altri paesi europei) fosse una “azienda” nel mercato americano, gestita cosi’ come praticamente tutto viene gestito in Italia, quella azienda fallirebbe nel giro di pochi mesi in modo assolutamente miserabile.&lt;br /&gt;Ah, un'ultima cosa. La American Express mi aveva contattato 5 minuti (precisi!) dopo che la WizzAir aveva rifiutato la mia carta di credito per segnalarmi che WizzAir dall'ungheria aveva cercato di usarla. 5 minuti... altro che l'inefficienza italiana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='http://res1.blogblog.com/tracker/5220004910397382262-3914930923811271414?l=www.travellersonline.net%2Fblog'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/3914930923811271414/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.travellersonline.net/blog/2009/01/tasse-e-voli.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/posts/default/3914930923811271414'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/posts/default/3914930923811271414'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.travellersonline.net/blog/2009/01/tasse-e-voli.html' title='Tasse e voli'/><author><name>Giulio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04247676719796933139</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5220004910397382262.post-3294075924750503519</id><published>2009-01-20T19:13:00.000-08:00</published><updated>2009-01-20T19:38:46.589-08:00</updated><title type='text'>A Day Worth Remembering</title><content type='html'>Oggi, il 20 Gennaio 2009, Barack Obama e' diventato il 44-esimo Presidenti degli Stati Uniti d'America. A meno che non viviate su un isola deserta, avrete sentito e letto degli avvenimenti della giornata di oggi praticamente ovunque. Non voglio quindi spendere ulteriori parole sull'avvenimento stesso. Ma questa e' un'ottima occasione per una breve riflessione su cio' che, secondo me, rende gli Stati Uniti un paese unico.&lt;br /&gt;Alle 9 AM ero a lavoro, come al solito. Noto pero' uno strano silenzio. La cerimonia di Barack Obama sta per iniziare. Nel corso dei 20 minuti che seguono sento grida di gioia, applausi, voci festose... cose che in un ambiente lavorativo come il mio sono tanto inusuali quanto una domenica di calcio senza polemiche. Gia' nelle ore precedenti avevo notato un fermento particolare e il resto della giornata non e' stato diverso. Ma, al di la' della celebrazione, si avvertiva nell'aria una sensazione di unita'. Oggi ogni singola persona con cui ho scambiato due chiacchere, dal collega di lavoro alla signora alla cassa del grocery shop, dal postino al vicino di casa... tutti avevano una luce particolare negli occhi e un tono speciale nella voce, e tutti non hanno potuto fare a meno di citare il nuovo Presidente. Questa, come avevo preannunciato, e' una cosa unica degli Stati Uniti. Ci sono momenti in cui ogni singolo Americano in modo indipendente ed autonomo dimentica di essere un individuo e diventa una parte di un unica nazione. E' come un richiamo, al quale ogni cittadino non puo' che rispondere. E' piu' forte di ogni pregiudizio o di ogni interesse personale. E' un po' come una fenice che rinasce dalle proprie ceneri. Oggi e' stato uno di questi giorni, questo e' uno di quei periodi della storia in cui gli americani respirano all'unisono, dimenticano l'interesse personale a favore del "greater good", tendono una mano per aiutare uno sconosciuto. Questo e' uno di quei periodi della storia in cui "the whole is greater than the sum of the parts". Questa e' l'America al suo meglio, e questo e' uno di quei giorni in cui sono incredibilmente orgoglioso di essere un Americano. Oggi si respira una nuova speranza nelle strade di questo meraviglioso Paese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='http://res1.blogblog.com/tracker/5220004910397382262-3294075924750503519?l=www.travellersonline.net%2Fblog'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/3294075924750503519/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.travellersonline.net/blog/2009/01/day-worth-remembering.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/posts/default/3294075924750503519'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/posts/default/3294075924750503519'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.travellersonline.net/blog/2009/01/day-worth-remembering.html' title='A Day Worth Remembering'/><author><name>Giulio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04247676719796933139</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5220004910397382262.post-87319021088600447</id><published>2009-01-16T18:02:00.000-08:00</published><updated>2009-02-06T19:09:15.100-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='alimentazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='salute'/><title type='text'>The Biggest Loser</title><content type='html'>In tv e’ appena cominciata la nuova serie di The Biggest Loser, uno tra i reality shows piu’ seguiti qui negli States. Il concetto e’ davvero semplice: una ventina di persone sovrappeso (diciamo obese) vengono radunate in un ranch, dove grazie all’aiuto di personal trainers cercano di perdere quanto piu’ peso possibile. Dopo due o tre mesi, in cui un partecipante viene eliminato ogni settimana, I tre finalisti vengono mandati a casa, dove continuano ad allenarsi per conto proprio dimostrando di essere in grado di continuare a perdere peso anche senza la supervisione ricevuta al ranch. Nella Season Finale (in americano pronunciato “fainali”), I tre finalisti vengono pesati per l’ultima volta e il vincitore porta a casa il titolo di Biggest Loser e $250,000.&lt;br /&gt;Lo show ha un enorme successo per vari motivi. Come tutti I reality shows americani e’ confezionato in modo egregio. Questo e’ un tratto comune alla quasi totalita’ di cio’ che si vede in tv negli States. Ogni tanto mi capita di imbattermi in trasmissioni italiane via satellite e la cosa che mi sorprende e’ come anche canali come la RAI sembrino cosi’ “provinciali” rispetto a cio’ che si vede negli States.&lt;br /&gt;Ma Biggest Loser riscuote un cosi’ grande successo perche’ affronta una delle tematiche piu’ discusse negli States. Non e’ un segreto che gli States abbiano un enorme problema: un terzo della popolazione e’ sovrappeso, un altro terzo e’ obeso. Di recente ho letto che negli States si stima ci siano piu’ di 2 milioni di persone che pesano piu’ di 500 pounds (circa 230 Kg).&lt;br /&gt;Di quali siano le ragioni di questo problema ne parlero’ la settimana prossima, ma una cosa e’ certa: la situazione non solo e’ drammatica, ma sta anche peggiorando. Quest’anno, per la prima volta, the Biggest Loser ha due partecipanti di 18 e 19 anni. Per la prima volta nella storia moderna, e’ stato stimato che, principalmente a causa del problema obesita’, le nuove generazioni hanno una aspettativa di vita minore di quella delle passate generazioni. Un bambino che nasce oggi negli States si stima abbia 5 anni in meno di vita, in media!, rispetto ai loro padri e nonni.&lt;br /&gt;Questa e’ una pagina che mostra in modo chiarissimo come il problema obesita’ stia letteralmente “esplodendo”.&lt;br /&gt;&lt;a href="mhtml:%7BEB27D915-069D-453B-B761-41C0387EDCAB%7Dmid://00000021/!x-usc:http://www.cdc.gov/nccdphp/dnpa/obesity/trend/maps/"&gt;http://www.cdc.gov/nccdphp/dnpa/obesity/trend/maps/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema chiaramente non si limita ad una questione estetica. Problemi di peso sono legati a praticamente ciascuna delle maggiori malattie, diabete, cancro, infarto, ipertensione, problemi di fegato ed altri organi, problemi di fertilita’…&lt;br /&gt;In un paese dove il trend della spesa sanitaria e’ ritenuto “insostenibile” e’ facile capire come il problema obesita’ sia ancora di piu’ al centro dell’attenzione.&lt;br /&gt;Da Italiano, la gran parte delle abitudini alimentari degli Americani mi lascia stordito. Considerando cio’ che vedo quotidianamente mi sorprende quasi che “solo” il 66% della popolazione abbia problemi di peso. All’inizio non mi rendevo quasi conto di come fosse possibile aver sviluppato certe abitudini alimentari. Dopo 5 anni negli States posso dire che, nonostante le stesse abitudini mi sembrino sempre malsane, almeno riesco a capirne meglio la natura nel contesto della societa’ americana. Di questo ne parlero’ pero la settimana prossima.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='http://res1.blogblog.com/tracker/5220004910397382262-87319021088600447?l=www.travellersonline.net%2Fblog'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/87319021088600447/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.travellersonline.net/blog/2009/01/biggest-loser.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/posts/default/87319021088600447'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/posts/default/87319021088600447'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.travellersonline.net/blog/2009/01/biggest-loser.html' title='The Biggest Loser'/><author><name>Giulio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04247676719796933139</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5220004910397382262.post-2195408967652396818</id><published>2009-01-08T08:03:00.000-08:00</published><updated>2009-01-08T17:40:05.356-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='clima'/><title type='text'>Rain and melting snow bring floods to Washington</title><content type='html'>Quando decisi di lasciare l’Italia e venire a vivere negli States, lo feci senza pensarci due volte e senza pianificare quasi nulla. La scelta della citta’ fu’ una delle pochissime cose alla quale dedicai un po’ di tempo. La mia Top-3 includeva: Phoenix, Salt Lake City e Seattle. Per diverse ragioni decisi che Seattle rappresentava la scelta migliore. Una delle cose che mi affascinavano molto di Seattle era la fama di “Rainy City”. Ho sempre trovato il rumore della pioggia rilassante e piacevole. E quale miglior posto per vivere se non la citta’ dove piove 300 giorni all’anno?&lt;br /&gt;Dopo ormai 5 anni a Seattle mi sono reso conto che tante cose che si sentono sul clima di Seattle non sono necessariamente vere. Primo: e’ vero che piove, ma non e’ vero che piove cosi’ spesso o cosi’ tanto. La verita’ e’ che e’ spesso nuvoloso, senza pero’ necessariamente pioggia. Secondo: questa in teoria dovrebbe essere una zona con un clima mite, data la prossimita’ all’Oceano Pacifico. Ma, nonostante si senta sempre piu’ spesso parlare di Global Warming, negli ultimi anni ho notato inverni molto piu’ rigidi. Gli ultimi tre inverni sono stati molto piu’ freddi del solito e negli ultimi due ha nevicato molto. Lo Stato di Washington viene sostanzialmente diviso in due zone piuttosto diverse sotto il profilo climatico. West of the Cascades ed East of the Cascades. Le Cascades sono le montagne del Cascade Range, una catena montuosa che si estende da nord verso sud dal confine col Canada al nord della California. La zona ad est del Cascade Range e’ caratterizzata da un clima con quattro “vere” stagioni, con inverni freddi ed estati calde. La zona ad ovest del Cascade Range, data la prossimita’ al Pacifico e’ piu’ mite, con inverni meno rigidi ed estati meno calde. Inoltre, la zona di Seattle e’ racchiusa tra il Cascade Range ad est e le Olympic Mountains ad ovest. Le Olympic Mountains (altra catena montuosa che si trova nell’Olympic Peninsula) offrono riparo dal meteo che si sviluppa nell’Oceano Pacifico, rendendo la zona di Seattle ancora piu’ mite. E’ quindi con una certa sorpresa che negli ultimi anni abbiamo visto cosi’ tanta neve (relativamente alla media, intendo, nulla di paragonabile al Minnesota!). Inutile dire che questa zona non e’ preparata ad affrontare questa quantita’ di neve. Nella seconda meta’ di Dicembre l’intera zona e’ stata quasi paralizzata a causa della neve.&lt;br /&gt;La neve si e’ ormai sciolta ma ha cominciato a piovere. Questa e’ una delle combinazioni peggiori che sia possibile immaginare. Il risutato e’ che molti fiumi stanno straripando e alcune zone sono completamente sommerse dall'acqua.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 608px; CURSOR: hand; HEIGHT: 368px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.travellersonline.net/share/blog/2008601548.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Qui da me (Snohomish County) e nella King County la situazione sembra sotto controllo, ma Pierce County ha visto giorni migliori. Non ci resta che aspettare e sperare per il meglio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 588px; CURSOR: hand; HEIGHT: 425px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.travellersonline.net/share/blog/2008604651.jpg" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='http://res1.blogblog.com/tracker/5220004910397382262-2195408967652396818?l=www.travellersonline.net%2Fblog'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/2195408967652396818/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.travellersonline.net/blog/2009/01/quando-decisi-di-lasciare-litalia-e.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/posts/default/2195408967652396818'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/posts/default/2195408967652396818'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.travellersonline.net/blog/2009/01/quando-decisi-di-lasciare-litalia-e.html' title='Rain and melting snow bring floods to Washington'/><author><name>Giulio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04247676719796933139</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5220004910397382262.post-4441534424770029141</id><published>2009-01-07T18:10:00.001-08:00</published><updated>2009-01-08T07:02:05.995-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='usanze'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Travellers'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><title type='text'>Primo post, in cui si parla di aggiornamenti di vario genere</title><content type='html'>Qui negli States a lavoro, di solito, ci sono molte meno festivita' e vacanze che in Italia. Nei miei tre anni al Ministero ricordo una quantita’ infinita di festivita’, ponti, gente che si assentava per giorni e giorni a causa di qualche fantomatica influenza, maternita’ che duravano anni, e vacanze lunghe non meno di 3 settimane. Sara’ che era il Ministero, ma a suo tempo la situazione mi sembrava gia’ piuttosto strana. Quando poi nel 2004 emigrai ed trovai lavoro negli States, una delle cose che mi colpirono di piu’ fu’ il numero limitatissimo di ferie che ti danno. Gia’ prima di cominciare a lavorare, avevo sentito storie di amici americani che avevano impiegato 2 anni a raccimolare 2 settimane di vacanze per andare in Europa! Quello era un caso abbastanza raro, ma in generale qui negli States ti puoi scordare le vacanze da un mese, di ponti praticamente non ne esistono, in malattia conviene andarci solamente quando si e’ davvero malati e tutte le festivita’ si limitano quasi esclusivamente al giorno di festa stesso e nulla di piu’. Natale e capodanno sono tra i pochi periodi in cui, aggiungendo un giorno di ferie qui ed un altro giorno di ferie la’ si riesce a stare a casa per una settimanella. Di queste ed altre usanze americane parlero’ in futuro, ma questo lunghissimo preambolo serviva sostanzialmente ad annunciare che finalmente, dopo svariati mesi in cui non ho avuto un minuto da dedicare al mio sito &lt;a href="http://www.travellersonline.net/"&gt;Travellers&lt;/a&gt;, sono finalmente riuscito ad aggiornarlo con un paio di importanti novita'.&lt;br /&gt;Finalmente ho aggiunto l’intero &lt;a href="http://www.travellersonline.net/USA/Diario/2008/usa_diario_2008_intro.html"&gt;Diario di Viaggio 2008&lt;/a&gt;, che parla delle vacanza di Ottobre nello Utah. Questo e’ stato uno dei migliori viaggi degli ultimi anni, con un sacco di hiking, campeggio, mountain biking e canyoneering.&lt;br /&gt;Sono anche riuscito a completare la Recensione della &lt;a href="http://www.travellersonline.net/USA/Rece/rece_OregonCoast.htm"&gt;Oregon Coast&lt;/a&gt;. Questa arriva con piu’ di un anno di ritardo rispetto al &lt;a href="http://www.travellersonline.net/USA/Diario/2007_PNW/usa_diario_2007_intro.htm"&gt;viaggio dell’estate 2007&lt;/a&gt;. Di quel viaggio sono ancora debitore di una recensione su Lassen Volcanic NP. Oltre a Lassen, rimane solo la recensione di Mount St Helens NVM, che abbiamo scalato l’estate scorsa. In realta’ avrei moltre altre idee su come migliorare Travellers ma ormai mi sono semi-rassegnato al fatto che, col tempo libero che ho, molte delle idee rimarranno tali.&lt;br /&gt;Considerato tutto cio’ che ho appena scritto, vi starete chiedendo perche’ abbia intrapreso l’ulteriore sforzo di scrivere su un blog. La verita’ e’ che alle volte la vita quotidiana diventa troppo frenetica ed e’ facile perdere di vista cio’ che e’ davvero importante. Scrivere, per me, e' un modo di mettere un po’ d’ordine tra i miei pensieri. Scrivere su questo blog spero mi aiuti a chiarire alcune cose e “&lt;em&gt;move on&lt;/em&gt;”, come dicono gli americani. Allo stesso tempo spero di far cosa gradita ai lettori condividendo esperenze quotidiane del tutto ordinarie della mia vita oltreoceano. Queste sono parte della mia vita negli States, questo e' il mio &lt;strong&gt;American Dream&lt;/strong&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='http://res1.blogblog.com/tracker/5220004910397382262-4441534424770029141?l=www.travellersonline.net%2Fblog'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/4441534424770029141/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.travellersonline.net/blog/2009/01/primo-post-in-cui-si-parla-di.html#comment-form' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/posts/default/4441534424770029141'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5220004910397382262/posts/default/4441534424770029141'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.travellersonline.net/blog/2009/01/primo-post-in-cui-si-parla-di.html' title='Primo post, in cui si parla di aggiornamenti di vario genere'/><author><name>Giulio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04247676719796933139</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry></feed>