MY AMERICAN DREAM

Thursday, January 29, 2009

Tasse e voli

Questa e’ stata una settimana che, pur nella sua banalita’, e’ un esempio egregio del perche’ io sia stato costretto a lasciare l’Italia, e di uno dei tanti motivi per cui adoro gli States.
E’ tempo di tasse negli States, ed e’ anche tempo per Magda e me di comprare i biglietti per il viaggio che faremo in Europa a Maggio. Le due cose sembrano totalmente non correlate, ed infatti lo sono. Ma il destino ha voluto che capitassero nella stessa settimana, esaltando una delle differenze colossali tra States ed Europa.
Cominciamo dalle tasse americane. Io non ma dovuto preparare le tasse in Italia, qualcun’altro in famiglia ne era responsabile. Cio’ che ricordo pero’ erano valanghe di documenti, istruzioni che solo un genio poteva interpretare e, in generale, le imprecazioni associate a qualcosa incredibilmente complicato e pieno di cavilli. Non avendo esperienza a riguardo, il primo anno negli States, arrivato il tempo delle tasse, ero molto agitato. Salvo poi scoprire che anche un uomo delle caverne non avrebbe avuto alcuna difficolta’ con il famoso 1040. Ormai negli States e’ diffusissimo l’e-filing. In pratica vai online, compili un documento da 1 o 2 pagine (la versione da due pagine e’ quella per I casi piu’ complicati!!!), premi un bottone e nel giro di 24 ore ti arriva una email dall’IRS che ti comunica se hanno accettato la documentazione. Se l’IRS ti deve dei soldi da li’ a 2 o 3 settimane segue un credito depositato direttamente sul tuo conto in banca. Se invece tu devi dei soldi, se vuoi, questi verrano direttamente prelevati dalla tua banca. Quest’anno mi ci sono voluti 30 minuti, inclusa la registrazione sul sito dell’IRS per completare le mie tasse. Questo e’ uno dei numerosi esempi di come le cose funzionano in America. Semplici, linari, efficienti, no problem!

Parliamo ora del viaggio in Europa. Un paio di settimane fa avevamo comprato un volo da Seattle a Roma e da Varsavia a Seattle tramite Expedia. Tutto liscio. Dovevamo pero’ ancora comprare un volo interno da Roma a Varsavia. Dopo aver passato diverse ore cercando di capire come funziona con I bagagli, decidiamo che WizzAir e’ l’opzione migliore. Al momento della prenotazione, una dopo l’altra ciascuna delle mie carte di credito viene rifiutata, senza alcuna spiegazione. Immagino che il tutto sia dovuto al fatto che WizzAir non sia preparata ad accettare una carta di credito americana. Vabbeh. Chiedo quindi ai miei genitori di pagare con la loro carta di credito. Questa volta la prenotazione viene accettata. Alle 4 della mattina del giorno successivo ci arriva una chiamata dalla Polonia dalla WizzAir. Il messaggio che lasciano e’ che vogliono una fotocopia fronte e retro della carta di credito entro le 18 del giorno successivo o saranno costretti a cancellare la prenotazione. A questo punto chiedo ai miei genitori di contattare il numero italiano di WizzAir. Risponde un operatore che parla a stento la lingua, che azzarda ipotesi di vario genere non avendo la piu’ pallida idea di cosa sia realmente accadendo (a lui risulta che la nostra prenotazione e’ andata a buon fine). L’ipotesi piu’ credibile e’ che alle volte vogliono fare degli ulteriori controlli “per il bene di tutti I passegeri”. Alla fine mi e’ toccato mandare la fotocopia della carta di credito via email, in cui ho dovuto espressamente chiedere di aggiornarmi appena possibile. Sono ancora in attesa.
Ora, la WizzAir non sara’ italiana, ma lo stile e’ esattamente identico. Tutto e’ tremendamente complicato, tutto e’ cosi’ burocraticamente contorto, tu sei sempre dalla parte del torto, loro hanno sempre il coltello dalla parte del manico, loro ti stanno sempre facendo un piacere (anche quando hai pagato in anticipo…). Questa era in assoluto una delle cose che proprio non riuscivo a tollerare della vita in Italia e uno dei motivi principali per cui non tornero’ mai. Onestamente, se l’Italia (ma il discorso vale per tanti altri paesi europei) fosse una “azienda” nel mercato americano, gestita cosi’ come praticamente tutto viene gestito in Italia, quella azienda fallirebbe nel giro di pochi mesi in modo assolutamente miserabile.
Ah, un'ultima cosa. La American Express mi aveva contattato 5 minuti (precisi!) dopo che la WizzAir aveva rifiutato la mia carta di credito per segnalarmi che WizzAir dall'ungheria aveva cercato di usarla. 5 minuti... altro che l'inefficienza italiana.

Labels: ,

0 Comments:

Post a Comment



<< Home