A Day Worth Remembering
Oggi, il 20 Gennaio 2009, Barack Obama e' diventato il 44-esimo Presidenti degli Stati Uniti d'America. A meno che non viviate su un isola deserta, avrete sentito e letto degli avvenimenti della giornata di oggi praticamente ovunque. Non voglio quindi spendere ulteriori parole sull'avvenimento stesso. Ma questa e' un'ottima occasione per una breve riflessione su cio' che, secondo me, rende gli Stati Uniti un paese unico.
Alle 9 AM ero a lavoro, come al solito. Noto pero' uno strano silenzio. La cerimonia di Barack Obama sta per iniziare. Nel corso dei 20 minuti che seguono sento grida di gioia, applausi, voci festose... cose che in un ambiente lavorativo come il mio sono tanto inusuali quanto una domenica di calcio senza polemiche. Gia' nelle ore precedenti avevo notato un fermento particolare e il resto della giornata non e' stato diverso. Ma, al di la' della celebrazione, si avvertiva nell'aria una sensazione di unita'. Oggi ogni singola persona con cui ho scambiato due chiacchere, dal collega di lavoro alla signora alla cassa del grocery shop, dal postino al vicino di casa... tutti avevano una luce particolare negli occhi e un tono speciale nella voce, e tutti non hanno potuto fare a meno di citare il nuovo Presidente. Questa, come avevo preannunciato, e' una cosa unica degli Stati Uniti. Ci sono momenti in cui ogni singolo Americano in modo indipendente ed autonomo dimentica di essere un individuo e diventa una parte di un unica nazione. E' come un richiamo, al quale ogni cittadino non puo' che rispondere. E' piu' forte di ogni pregiudizio o di ogni interesse personale. E' un po' come una fenice che rinasce dalle proprie ceneri. Oggi e' stato uno di questi giorni, questo e' uno di quei periodi della storia in cui gli americani respirano all'unisono, dimenticano l'interesse personale a favore del "greater good", tendono una mano per aiutare uno sconosciuto. Questo e' uno di quei periodi della storia in cui "the whole is greater than the sum of the parts". Questa e' l'America al suo meglio, e questo e' uno di quei giorni in cui sono incredibilmente orgoglioso di essere un Americano. Oggi si respira una nuova speranza nelle strade di questo meraviglioso Paese.
Alle 9 AM ero a lavoro, come al solito. Noto pero' uno strano silenzio. La cerimonia di Barack Obama sta per iniziare. Nel corso dei 20 minuti che seguono sento grida di gioia, applausi, voci festose... cose che in un ambiente lavorativo come il mio sono tanto inusuali quanto una domenica di calcio senza polemiche. Gia' nelle ore precedenti avevo notato un fermento particolare e il resto della giornata non e' stato diverso. Ma, al di la' della celebrazione, si avvertiva nell'aria una sensazione di unita'. Oggi ogni singola persona con cui ho scambiato due chiacchere, dal collega di lavoro alla signora alla cassa del grocery shop, dal postino al vicino di casa... tutti avevano una luce particolare negli occhi e un tono speciale nella voce, e tutti non hanno potuto fare a meno di citare il nuovo Presidente. Questa, come avevo preannunciato, e' una cosa unica degli Stati Uniti. Ci sono momenti in cui ogni singolo Americano in modo indipendente ed autonomo dimentica di essere un individuo e diventa una parte di un unica nazione. E' come un richiamo, al quale ogni cittadino non puo' che rispondere. E' piu' forte di ogni pregiudizio o di ogni interesse personale. E' un po' come una fenice che rinasce dalle proprie ceneri. Oggi e' stato uno di questi giorni, questo e' uno di quei periodi della storia in cui gli americani respirano all'unisono, dimenticano l'interesse personale a favore del "greater good", tendono una mano per aiutare uno sconosciuto. Questo e' uno di quei periodi della storia in cui "the whole is greater than the sum of the parts". Questa e' l'America al suo meglio, e questo e' uno di quei giorni in cui sono incredibilmente orgoglioso di essere un Americano. Oggi si respira una nuova speranza nelle strade di questo meraviglioso Paese.


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